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Diario
8 febbraio 2009
BOSA. UNA VIA PER ALGHERO E BOSA La voce dei sindaci: «Una strada verso il mare»
| da La Nuova Sardegna DOMENICA, 08 FEBBRAIO 2009
UNA VIA PER ALGHERO E BOSA

Ieri mattina dal bivio di Cossoine i primi cittadini del Meilogu hanno lanciato l’appello
La voce dei sindaci: «Una strada verso il mare»
Un collegamento con i territori costieri per creare miglior sviluppo nei piccoli centri
COSSOINE. Dal bivio di Cossoine, sotto una pioggia fredda e insistente, ancora una volta si è levata alta la richiesta, ordinata e silenziosa, di un territorio che fa parte della coda del Meilogu e s’incastra perfettamente nel confinante Marghine Planargia. Un territorio che chiede solo di poter vivere e costruire il proprio futuro, di utilizzare allo scopo vie più agevoli di collegamento con la parte costiera più vicina, per arrestare la continua fuga dei giovani, offrire e sviluppare al meglio le proprie proposte agricole, artigianali e turistiche. “Da oltre trent’anni le amministrazioni comunali hanno lottato con tutti i mezzi, ha osservato Tonino Pischedda, sindaco di Pozzomaggiore, per cercare di far capire ai “politici” la necessità, che oggi è diventa prioritaria, di collegare il centro del territorio con la vicina Bosa, oggi raggiungibile solo con un percorso, lungo e tortuoso, che, dal bivio di Cossoine, conta ben cinquanta chilometri, per arrivare al bivio di Macomer, raggiungere i centri di Sindia e Suni e scendere verso Bosa”. La nuova strada, proposta da anni, accorcerebbe sensibilmente l’itinerario di almeno venti chilometri, lo renderebbe meno tortuoso e faciliterebbe, come ha osservato Antonella Sotgiu, sindaco di Cossoine, lo sviluppo economico del Meilogu. Si potrebbe così pensare con maggiore razionalità e fiducia all’importante proposta turistica di un territorio lontano dalla costa. Oggi comunque, a qualche giorno dalle elezioni regionali, non esiste un vero interlocutore e tutto, ancora una volta, scorre sul filo delle possibilità, delle promesse e delle opportunità. Il sindaco di Mara, Angelo Sanna, ha posto l’accento sull’importanza di uno sbocco verso il mare, in chiave turistica ed economica. La richiesta del territorio, hanno osservato Mariano Cazzari e Salvatore Unali, due degli organizzatori della manifestazione nasce nell’ottica di uno sviluppo del territorio che dal collegamento con il mare di Bosa può trarre un impulso forte e decisivo. Pierpaolo Arru, sindaco di Borutta, ha ricordato che ancora una volta gli amministratori degli enti locali hanno dimostrato di essere più lungimiranti, di conoscere e capire quali sono le esigenze di un territorio che sta perdendo drasticamente il proprio patrimonio naturale ed umano e perciò chiede a gran voce di avere gli strumenti per cercare una pronta rinascita. Gian Luigi Schintu, sindaco di Thiesi, ha manifestato grande preoccupazione per il comportamento dei politici che dimenticano che il territorio fa parte delle zone interne e disagiate della Sardegna. “Anche nell’attuale campagna elettorale si parla di tutti meno che di noi - osserva -, intanto ci stanno chiudendo l’ospedale e non ci consentono di collegarci agevolmente e con sicurezza con la costa più vicina, Bosa e Alghero”. Un collegamento che consentirebbe un importante sbocco turistico ed economico per il territorio che, come ha osservato Amedeo Scodino, sindaco di Giave, e Giovanni Uras, sindaco di Torralba, ne avrebbe tratto un impulso notevole per il commercio e l’economia locale e per frenare il decremento demografico. Un’osservazione che trova d’accordo Stefano Sotgiu, sindaco di Semestene, che ha ricordato come il centro da lui amministrato è diventato il secondo centro fra i paesi più piccoli del Meilogu, anche perchè negli ultimi dieci anni è passato da circa 380 agli attuali 176 abitanti. Un collegamento sicuro e veloce con la 131, hanno osservato Antonio Sale, sindaco di Padria e Francesco Falchi, vicesindaco di Bonorva, sarebbe un toccasana per tante aziende artigianali che ora si dibattono fra tante difficoltà e potrebbe far rifiorire anche le attività più penalizzate e povere, come quelle praticate da tante tessitrici e ricamatrici, che pian piano stanno scomparendo. Silvano Cadoni, ex sindaco di Bosa e consigliere provinciale, ha portato la voce della Planargia che si è unita idealmente ai manifestanti, con i quali condivide i principi fondamentali di una richiesta alla quale ha dato sempre il pieno sostegno. Emidio Muroni |
| inviato da bosa il 8/2/2009 alle 12:16 | |
1 febbraio 2009
BOSA. È stato assegnato a Chiara Deiola, per una tesi di laurea su “La scultura lignea a Bosa tra il XVII e XVIII secolo”, il primo posto.....
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da La Nuova Sardegna DOMENICA, 01 FEBBRAIO 2009
Cerimonia di premiazione nella sala teatro delle elementari intitolata allo studioso
Una tesi sulla scultura lignea a Bosa vince la 7ª edizione del Billia Muroni

BOSA. È stato assegnato a Chiara Deiola, per una tesi di laurea su “La scultura lignea a Bosa tra il XVII e XVIII secolo”, il primo posto della settima edizione del ‘Premio Billia Muroni’. Un’opera grazie alla quale la studiosa ventitreenne porta alla notorietà diverse opere di grande pregio, conosciute per il momento solo dagli addetti ai lavori. A “La città tutta rosa. Due secoli di viaggi nella Bosa d’antan”, di Antonio Giuseppe Milia, che ripercorre attraverso il taccuino di viaggio di insigni ospiti luci ed ombre di cittadini e borgo, va invece il secondo significativo premio della manifestazione che ricorda Giovanni Maria (Billia) Muroni, attento studioso e autore di saggi sulla storia e società della Planargia, prematuramente scomparso a cinquantuno anni, nel 1999, nel suo paese natale Tresnuraghes. A presiedere la cerimonia, nella sala teatro delle scuole elementari a lui dedicata, il presidente della giuria per l’edizione 2009 Luigi Mastino. Coadiuvato dal responsabile delle scuole elementari di Bosa, Paolo Paterni, dal sindaco di Tresnuraghes, Antonio Cinellu (che ha premiato la prima in classifica), dal rappresentante dell’assessore provinciale alla cultura Danilo Mastinu, del Comune di Bosa, Maria Grazia Sechi, e della famiglia Muroni, Vincenza Muroni. Il premio, organizzato dalla scuola primaria di Bosa, è patrocinato infatti dai due enti locali planargesi, dalla Provincia di Oristano e quest’anno anche dal Rotary Club di Bosa. Al primo e secondo classificato sono andati rispettivamente 500 e 300 euro. Oltre a una targa ricordo, un attestato e un libro di pregio. Riconoscimenti consegnati anche agli altri partecipanti della sezione adulti. Vincenzo Piras con “Bosa: spiagge e immersioni”, Caterina Pinna con “Sa Costa immenticada”, Salvatore Masala autore di “Sa piena e sos polcos de Costantinu”, il gruppo teatrale Sas Comares per il testo della commedia dialettale “Sa Sonatza” e, infine, il lavoro di Silvia Ligas “Bosa in età tardo antica e medievale”, il cui elaborato, asciutto e rigoroso scientificamente quanto semplice e comprensibile nel lessico, apre nuovi scenari di indagine sulle fasi ancora oscure del passaggio dalla Bosa Vetus alla Bosa Nova. Nella sezione studenti, invece, i premi di duecento euro sono andati a “Ammentos” della scuola primaria di Bosa (classi quinte sezioni C e D) e ai semiconvittori della Scuola agraria che hanno presentato “La serricoltura nell’istituto G.A. Pischedda - Santa Maria”. Appuntamento, quindi, all’edizione 2010, con la speranza che l’ottava edizione del Billia Muroni possa valicare i confini locali ed approdare - come merita - nel più vasto scenario delle manifestazioni culturali dell’isola. Alessandro Farina
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| inviato da bosa il 1/2/2009 alle 13:2 | |
19 dicembre 2008
Bosa. Anche a Capodanno Alberghi e ristoranti: prenotazioni record per le feste natalizie
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da L'Unione Sarda Venerdì 19 Dicembre 2008 |
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Bosa. Anche a Capodanno |
| Alberghi e ristoranti: prenotazioni record per le feste natalizie |
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Capodanno nel segno della conferma sul mercato turistico della città del Temo. Si va verso il tutto esaurito negli alberghi e risultano inoltre prenotazioni per i giorni immediatamente successivi. Il turismo scommette sulle suggestioni invernali di Bosa; ne è convinto Guglielmo Macchiavello che con sua moglie ed un socio gestisce l'albergo diffuso “Corte Fiorita”, una delle prima realtà di questo tipo nell'Isola: «I nostri dati confermano che avremo il pienone. Addirittura, rispetto all'anno passato, i turisti si sono mossi prima, chiedendo un periodo più ampio». La riapertura della strada litoranea tra Alghero e Bosa, con il collegamento diretto con l'aeroporto di Alghero, avrà certamente un ruolo importante per il turismo in Planargia e nell'Oristanese durante le festività di fine anno. Il richiamo bosano verso il mercato è quanto mai semplice: la bellezza della città sul fiume, il paesaggio naturale e storico, un hinterland ricchissimo di proposte ma, soprattutto, i sapori della cucina locale. I ristoratori preparano i menù per il cenone di Capodanno, mantenendo prezzi abbordabili ed in linea con il periodo di forte crisi generale: «Noi manteniamo i prezzi della passata stagione, ed in alcuni casi, persino più bassi», spiega Vincenzo Pischedda, che con i suoi fratelli gestisce un ristorante. Si andrà quindi da menù caratterizzati fortemente dai sapori del mare, alle suggestioni peculiari della cucina bosana che li abbina ai sapori della terra: dai 50 ai 100 euro, a seconda che comprendano o no crostacei. Per il resto, il Comune ha ufficializzato il programma delle manifestazioni, messe a punto con i commercianti del Centro commerciale naturale e con l'intera categoria. Da domenica al 24 animazioni, canzoni e giochi lungo la via dei negozi, nel corso Vittorio Emanuele e nella piazza Giovanni XXIII. Un modo per sottolineare il clima di festa e rendere piacevole la visita a Bosa nella vigilia natalizia. Oltre le luci delle suggestioni limitate nel tempo delle festività di fine anno, la città si trova schiacciata fra le speranze ed i concreti progetti di ripresa ed una realtà ancora preoccupante che si caratterizza per l'alto numero dei senza lavoro, per il calo di assunzioni nel settore del commercio, per la preoccupazione che attanaglia molte famiglie. La crisi della Legler colpisce in Planargia molti lavoratori che vivranno un Natale ancora una volta nelle ombre di una situazione economica difficile mentre sorge lo spiraglio luminoso di una qualche ripresa. ANTONIO NAITANA --------------------------------- | | |
| inviato da bosa il 19/12/2008 alle 8:30 | |
1 dicembre 2008
Bosa l’istituto Pacle costretto a ridurre l’orario di lezione Il riscaldamento non funziona: accuse alla Provincia
| da La Nuova Sardegna LUNEDÌ, 01 DICEMBRE 2008
Fa freddo, a scuola per 3 ore
A Bosa l’istituto Pacle costretto a ridurre l’orario di lezione Il riscaldamento non funziona: accuse alla Provincia
BOSA. La provincia di Oristano, da mesi al corrente del problema, non interviene per la sostituzione delle caldaie per il riscaldamento. La dirigente scolastica, vista l’impossibilità di far proseguire all’addiaccio l’attività, ha ridotto da cinque a tre ore l’orario di lezione per i duecento alunni frequentanti. Clima freddo e calde polemiche a Bosa (tanto per cambiare con la Provincia di Oristano) per gli studenti dell’istituto superiore Pacle, con sede nel Lungotemo Amendola. Nelle aule infatti si opera ad una temperatura che nei giorni scorsi è scesa anche sotto i dieci gradi. Una ghiacciaia, specialmente quando si deve stare seduti e fermi per cinque ore filate. Personale tecnico della Provincia ha operato a quanto pare una verifica già nel giugno scorso sulle caldaie, richiedendone la sostituzione. Ma a quella richiesta non è stato dato seguito, cosiì come sarebbero rimaste lettera morta anche le richieste di diversi interventi di manutenzione tecnica nell’edificio, costruito da pochi anni, ma già afflitto da qualche acciacco. Dalla dirigenza scolastica confermano: «In effetti - spiega Emma Cucca Contu, dirigente dell’istituto comprensivo Classico, Scientifico e Pacle - dal 21 luglio scorso, data della prima raccomandata inviata alla Provincia di Oristano, fino alla quinta, spedita nei giorni scorsi, la situazione è rimasta immutata». Nel frattempo l’inverno, arrivato con anticipo - tanto che il commissario straordinario del Comune, Massimo Torrente, ha autorizzato l’accensione anticipata del riscaldamento nella scuola - è stato foriero di non pochi problemi, per una struttura a due passi dal fiume ed in una zona dove, quindi, anche l’umidità è di casa. «Nei giorni scorsi - spiega ancora Emma Cucca Contu - ho inviato una lettera all’ufficio di igiene pubblica ed il medico, che ha operato una verifica, ha consigliato quantomeno la riduzione dell’orario». Gli studenti insomma entrano in classe alle 9.30 ed escono alle 12, tempi piegati necessariamente alle esigenze di trasporto pubblico dei numerosi pendolari. «Del problema ho chiaramente informato anche l’Ufficio scolastico provinciale e con una circolare alunni e docenti, per spiegare quello che stava accadendo. Voglio pertanto rimarcare la maturità degli alunni, che continuano comunque a seguire le lezioni in queste condizioni». Anche se non è improbabile, visti i tempi che corrono (meteorologici e burocratici), che la situazione possa sfociare in una più che legittima manifestazione. Alessandro Farina
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| inviato da bosa il 1/12/2008 alle 7:38 | |
27 novembre 2008
Bosa, giallo sulla fine di un pensionato
| da La Nuova Sardegna GIOVEDÌ, 27 NOVEMBRE 2008
Bosa, giallo sulla fine di un pensionato
Accoltellato dentro l’auto
BOSA. E’ deceduto in ospedale I.M., un pensionato ultrasessantenne di Bosa trovato in fin di vita ieri mattina nella sua auto, parcheggiata sullo spiazzo di Pedras Nieddas alla periferia di Bosa Marina. L’uomo, che presentava alcune ferite al torace, inferte probabilmente con un coltello poi ritrovato all’interno della vettura, è stato soccorso dall’equipaggio della medicalizzata del 118, immediatamente intervenuto dopo l’allarme scattato verso mezzogiorno. A ritrovare il pensionato alcuni passanti. Il medico di turno, vista la gravità delle ferite riscontrate sul corpo di I.M., ne ha prontamente disposto l’immediato trasferimento al pronto soccorso dell’ospedale di Bosa. Ma nulla è stato evidentemente possibile per salvare la vita del pensionato. Nel primo pomeriggio sono intervenuti a Pedras Nieddas anche gli uomini della Polizia Scientifica, che hanno passato al setaccio l’auto per più approfonditi rilievi e verifiche. La vicenda ha scosso la cittadina del Temo, dove in poche ore si è diffusa la notizia che I.M. fosse stato aggredito. Nulla filtra però dallo stretto riserbo degli inquirenti che, in questa prima fase di indagini, non scartano comunque nessuna ipotesi, anche se appare preponderante la tesi di possibile gesto estremo di autolesionismo.(ale.far.)
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| inviato da bosa il 27/11/2008 alle 8:43 | |
25 novembre 2008
BOSA Pino Melis» l’artista (Bosa 1902 - Roma 1985), le cui opere sono presentate, per la prima volta a Roma
| da La nuova Sardegna MARTEDÌ, 25 NOVEMBRE 2008
Roma, omaggio all’arte dei Melis
Illustrazione e arte applicate: riflettori su una famiglia di creativi a contatto con le grandi correnti del Novecento

di MARCO VITALI «Maestro assoluto di stile... rigoroso signore dei colori e del pennino»: così Antonio Faeti nella sua presentazione al bel catalogo Ilisso della mostra «Il mondo di Pino Melis - Omaggio a una famiglia di artisti sardi: Melkiorre, Federico, Olimpia e Pino Melis» l’artista (Bosa 1902 - Roma 1985), le cui opere sono presentate, per la prima volta a Roma dopo la sua scomparsa, al Museo della Casina delle Civette sino all’11 gennaio 2009. La mostra è promossa, con il contributo della Regione Sardegna e del Comune di Cagliari, da “Il Gremio”, Associazione Culturale dei Sardi a Roma, nata nel 1948 per rilanciare e diffondere la cultura dell’isola e come punto di aggregazione per i cittadini sardi. L’esposizione ha luogo con il sostegno dell’Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione-Sovraintendenza ai Beni Culturali del Comune di Roma e il supporto organizzativo di Zètema Progetto Cultura. L’iniziativa è curata da Maria Vittoria Migaleddu, vice Presidente del Gremio dei Sardi, Angela Redini Giuliani dell’Archivio Redini Giuliani Melis e da Maria Grazia Massafra, responsabile del Museo della Casina delle Civette. Si tratta di oltre 150 opere: disegni originali per illustrazioni, mobili e decorazioni, tessuti; tessuti dipinti, filet (opera di Olimpia Melis), miniature originali, bozzetti e cartoni preparatori per vetrate, oggetti in ceramica - anche dei fratelli Melkiorre e Federico - vetratine, gioielli, illustrazioni di libri per l’infanzia; due ritratti di Pino Melis di Maria Letizia Giuliani e di Rolando Monti. La mostra vuole ricordare il raffinato illustratore originario di Bosa nella sua molteplice attività di artista-artigiano, inserito nel proprio contesto regionale e familiare. Famiglia di artisti, i Melis prediligono le arti applicate e le diffondono, affermando l’identità della Sardegna in campo nazionale e internazionale, collegandosi alle grandi tendenze europee. In tale ambiente artistico Pino Melis sviluppa le sue doti precoci per esordire, appena quattordicenne, con figurini di moda nella Mostra Sassarese per la Mobilitazione Civile del 1916. Nel 1921 si trasferisce a Roma e si dedica allo studio della ceramica sotto la guida di Corrado Cagli, arricchendo l’originaria cultura familiare e isolana. Entra inoltre in contatto con le diverse esperienze stilistiche e tecniche dei maggiori esponenti delle arti applicate dei primi del Novecento e in particolare con Duilio Cambellotti. L’associazione dei sardi “Il Gremio” ha voluto che questa mostra fosse anche un’occasione per presentare alcuni aspetti dell’artigianato artistico della Sardegna di oggi: all’inaugurazione, il 15 novembre scorso, le Sorelle Piredda hanno infatti presentato una selezione dei loro modelli. Queste stiliste da oltre vent’anni rielaborano i colori, le forme, i disegni, le tecniche della tradizione sarda creando abiti di taglio semplice ed essenziale impreziositi da ricami e disegni antichi. In esclusiva per la mostra e in omaggio al Museo che la ospita, le Sorelle Piredda hanno ideato uno scialle ispirato ad un disegno di Pino Melis che raffigura una civetta, ritratta in un habitat notturno con ruderi, che sembra evocare il giardino di Villa Torlonia. ---------------------------------- |
| inviato da bosa il 25/11/2008 alle 21:29 | |
23 novembre 2008
Bosa: scassinati i distributori di bibite, locali a soqquadro
| da La Nuova Sardegna DOMENICA, 23 NOVEMBRE 2008
Bottino magro e danni ingenti all’Alberghiero
Bosa: scassinati i distributori di bibite, locali a soqquadro
BOSA. Ladri vandali in azione, nella notte fra venerdì e sabato, nei locali dell’istituto alberghiero (nella foto). I soliti ignoti hanno rovistato fra il materiale didattico presente in diversi ambienti al piano terra e cosparso tutto con la polvere degli estintori. Sembra che i ladri siano penetrati da una finestra che dà sul cortile interno dell’istituto e da qui abbiano avuto libero accesso alle aule. Distrutte anche le macchinette distributrici di caffè e bibite, da cui, però, sarebbero stati sottratti solo pochi euro. Ieri mattina si è recato a Bosa anche l’assessore provinciale ai lavori pubblici, e responsabile per gli istituti scolastici, Franco Serra, per rendersi conto della situazione e studiare possibili soluzioni per mettere in maggiore sicurezza la struttura, già presa di mira la scorsa estate. Serra è stato allertato dal consigliere provinciale Danilo Mastinu, insegnante all’alberghiero. “Dispiace che purtroppo accadano questi episodi di violenza gratuita in strutture che hanno una valenza di utilità pubblica - ha commentato Mastinu -. Speriamo che i responsabili vengano al più presto individuati e che si ponga fine a questa situazione, che palesa anche un evidente malessere sociale”. (al.fa.) --------------------------
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| inviato da bosa il 23/11/2008 alle 10:22 | |
19 novembre 2008
BOSA Il Temo non spaventa come in passato ma l’incubo inondazione resta vivo
| da La Nuova Sardegna MERCOLEDÌ, 19 NOVEMBRE 2008
Il Temo non spaventa come in passato ma l’incubo inondazione resta vivo
Non ancora completi gli interventi per limitare i pericoli in caso di forti precipitazioni

BOSA. Il Temo non fa più paura come un tempo, quando la città - allora dal contesto urbano ben più modesto - faceva i conti con le bizze del fiume anche più volte l’anno. Ma i recenti episodi di maltempo, con mezza Sardegna in ginocchio, forse qui più che altrove sono stati vissuti con particolare e compresibile apprensione. Per i più “anziani” la mente va all’ultima grande alluvione del Temo, nel 1976. Ma sono probabilmente le più vicine esperienze della sfiorata inondazione nell’inverno 2001 e la triplice sfida dell’autunno-inverno 2005 (quando molti quartieri finirono a mollo per l’acqua piombata a valle dalle colline) ad aver lasciato il segno. Da quarant’anni a questa parte, oltre alla zona storica del Lungotemo e delle Concerie, diverse aree della città a rischio esondazione sono diventate cuore pulsante dell’espansione edilizia. Mentre altri quartieri subiscono i problemi delle acque meteoriche collinari. Su Seggiu, Sa Molina, Terridi e anche Bosa Marina, nella fascia attigua a Monte Furru, sono sonoi toponimi più volte purtroppo richiamati dalla cronaca, al pari della zona di via Lamarmora. Per questo, nella particolare graduatoria sancita con il Piano di assetto idrogeologico, Bosa svetta solitaria, nella fascia centro occidentale dell’isola, fra le località a più alto rischio idrogeologico. Sul fronte degli interventi non mancano i cantieri, ma molto è ancora da fare. A frenare le valanghe d’acqua provenienti dal vasto bacino imbrifero del Temo ci pensano le dighe di Monteleone Roccadoria e Monte Crispu. Ma, a valle di quest’ultima, diversi affluenti - veri fiumi in caso di piogge eccezionali - possono ancora creare non pochi problemi. Come il rio Crabarza, che raccoglie le acque della piana di Suni. Sull’onda dell’emergenza nel 2001 (che fruttò un finanziamento di quindici miliardi di lire, poi ridotti a undici), emerse anche l’esigenza di deviare il corso di questo ruscello sul rio Turas, che si getta nella omonima baia a due chilometri da Bosa Marina. Intervento di cui però non si è saputo più nulla. L’attuale sistema di prevenzione verte quindi su tre direttrici: diga di Monte Crispu (per imbrigliare le acque del bacino a valle di Roccadoria); diga foranea alla foce del fiume (per smorzare l’impatto delle mareggiate e permettere un regolare deflusso delle acque) e realizzazione di più alte spallette d’argine a protezione delle zone urbanizzate. Su quest’ultima iniziativa un progetto, già finanziato con oltre 700mila euro, aspetta ancora di essere realizzato mentre la diga foranea è in corso di costruzione e la paratia della diga di Monte Crispu è stata recentemente ultimata. Spostando l’attenzione sulle opere di difesa dalle alluvioni collinari il discorso, anche politico, si fa più complesso. Qui la prevenzione, con la periodica pulizia di canali e tombini delle acque bianche e la manutenzione di alcune pompe di sollevamento, gioca un ruolo importante. Ma è l’adeguamento della rete, vecchia e nuova, di canali di drenaggio a diventare strategico. Fra i principali interventi la sistemazione del canale di Terridi che, attraverso la bretella di Su Seggiu, trovan sfogo sul fiume. Un altro tratto di nuova tubatura sotterranea è stato realizzato nel viale Alghero, per drenare le acque di Cibudditta. Alessandro Farina
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| inviato da bosa il 19/11/2008 alle 8:10 | |
7 novembre 2008
Bosa Valle del Temo, ritardi nei lavori anti-alluvione
| da La Nuova Sardegna Venerdì. 07 Npvembre 2008 |
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Bosa |
Valle del Temo, ritardi nei lavori anti-alluvione |
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Bosa riscopre i suoi più antichi timori. Dopo le alluvioni degli anni passati e gli allagamenti provocati dallo straripamento dei canali collinari, la Regione ed il Comune hanno attuato un piano di sicurezza che ha come scopo il controllo del Temo e la realizzazione di un potenziamento del sistema di raccolta delle acque collinari attraverso una rete di canali. Ma dei tanti interventi necessari, in conseguenza del piano di assetto idrogeologico della Regione, solo una parte è stata attuata. È stato messo in sicurezza il canale di “Terridi”, il cui straripamento aveva provocato gli ultimi allagamenti disastrosi dei rioni periferici. Non è ancora realtà il canale di “S'Aladerru” che, alle spalle del Colle di Serravalle, dovrebbe raccogliere e portare al fiume l'acque delle colline nord e nord-ovest di Bosa. Ancora rimangono a metà gli interventi di pulizia dei canali esistenti, mentre nulla si sa delle idrovore da realizzare secondo i piani regionali in alcuni canali in prossimità del fiume. Ancora in alto mare i lavori di prolungamento del panchinamento esistente sulla riva destra del Temo e la sopraelevazione della riva sinistra. Insomma: molto è stato fatto e molto rimane da fare per mettere in sicurezza il centro urbano dai tanti rischi: rioni costruiti nelle zone di golena, insediamenti abitativi edificati negli anni laddove un tempo era palude. Più sicura appare invece la situazione relativa al Temo. La progressiva entrata e regime della diga di Monteleone Roccadoria ed i lavori in quella di Monte Crispu hanno consentito di controllare le piene del Temo. I lavori in corso alla foce per la realizzazione del grande molo a protezione dello sbocco a mare del fiume, attualmente in atto, dovranno consentire finalmente la completa eliminazione del rischio di alluvione, storico problema di Bosa. ANTONIO NAITANA ------------------------ | | |
| inviato da bosa il 7/11/2008 alle 8:13 | |
27 ottobre 2008
BOSA. Gli uffici del municipio devastati dopo un raid notturno
| da La Nuova Sardegna LUNEDÌ, 27 OTTOBRE 2008
BOSA
Gli uffici del municipio devastati dopo un raid notturno
BOSA. Infissi distrutti, documenti per aria, arredi danneggiati. Sono ingenti, e non solo dal punto di vista economico, visto che i dipendenti avranno da questa mattina il loro bel daffare per rimettere tutto a posto, i danni che i soliti ignoti hanno causato nella notte tra sabato e domenica dopo essere penetrati negli uffici della casa comunale di corso Garibaldi. Ad accorgersi dell’ennesima incursione - qualche tempo fa nella struttura c’era stata un’altra sgradita visita notturna - un agente della locale polizia municipale, Franco Pinna, che alle sette di ieri mattina doveva prendere servizio in città. Il vigile, resosi conto della situazione, ha immediatamente avvisato il comandante del corpo Giuseppe Fara ed i Carabinieri della stazione. Desolante lo scenario che si è presentato ai primi testimoni: entrambi i piani del municipio infatti sono stati devastati. Porte e infissi distrutti per accedere alle stanze, arredi danneggiati, carte per aria in tutti gli uffici. Non è improbabile che l’azione sia stata messa a segno da chi pensava forse di trovare del danaro in qualche cassetto. Anche se di sicuro i ladri-vandali si sono portati via qualche spicciolo raccattato all’interno della macchinetta che distribuisce le bevande, anch’essa ridotta in pezzi. Per il resto sarà l’inventario a decretare se manca qualche documento. Secondo una prima ricostruzione i malviventi sarebbero entrati dall’ingresso secondario di via Puggioni e da qui, sfondato il vetro di una finestrella, avrebbero avuto accesso agli altri locali. Per scappare avrebbero invece utilizzato la porta principale, che dà sul corso Garibaldi. Spetterà ora agli inquirenti valutare la presenza di eventuali tracce che possano portare all’individuazione dei responsabili. La struttura non è comunque dotata di un sistema di allarme. Ma al suo interno sarebbe invece presente una telecamera che, se funzionante, potrebbe forse aver ripreso gli autori del raid. Alessandro Farina
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| inviato da bosa il 27/10/2008 alle 8:4 | |
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